Yoga per i disturbi alimentari

Da Gennaio 2016 la Scuola Sathya Yoga sarà presente presso l'Ospedale San Raffaele di Milano tutte le settimane per lezioni Yoga, rilassamento, meditazione e campane tibetane a sostegno dei pazienti con disturbi alimentari specifici.

Uno stile gentile di Yoga che promuove l’equilibrio nella mente e nel corpo attraverso l’uso del respiro, la meditazione e, di particolare importanza in questo ambito, le posture fisiche. "I sopravvissuti a un trauma rivivono la loro esperienza sul corpo giornalmente. In questo senso, il corpo diventa il loro nemico" (van der Kolk, 1994).

Sentono che il corpo li ha traditi nel passato e continua a farlo nel presente. In uno studio di van der Kolk si è visto come le donne che praticavano Yoga riportavano diminuzioni significative nella disregolazione emotiva e aumenti nelle attività di riduzione della tensione e dell’hyperarousal corporeo (van der Kolk et al., 2014). Un corso di 10 settimane è associato a una diminuzione significativa nei sintomi.

Esistono due modelli di Yoga applicato in questa direzione: come parte integrante di una psicoterapia individuale e come pratica per individui o piccoli gruppi.

Lo Yoga offre opportunità relazionali uniche che sono particolarmente adatte a trattare il trauma complesso. Controllare quello che si fa con il proprio corpo nel contesto di una relazione di fiducia è particolarmente importante nel trattamento perché la disregolazione associata al trauma infantile precoce è principalmente basata sul corpo. Ed è per questo che questa pratica a volte viene chiamata “il corpo come risorsa”. Uno dei primi obiettivi è quello di aiutare semplicemente a tollerare di avere un corpo. Non viene chiesto loro di farsi piacere il proprio corpo, ma solo di sperimentarlo in un modo sicuro, in maniera intenzionale, portando l’attenzione ai processi motori, senza dover trarre alcun significato dal corpo.

La pratica dello Yoga, focalizzandosi sul respiro e su esercizi fisici che combinano movimento, rilassamento muscolare e meditazione, aumenta la capacità di accettare e tollerare le esperienze fisiche e sensoriali associate alle emozioni, migliorandone la regolazione. Lo scopo del trattamento delle memorie traumatiche è ricostituire l’interezza degli eventi vissuti, associandone le diverse componenti frammentate (emotiva, sensoriale, motoria, cinestesica, cognitiva) e permettendone l’integrazione nella narrazione autobiografica del paziente. Poiché le memorie traumatiche provocano emozioni veementi soverchianti le capacità dell’individuo di farne fronte, è necessario che tale lavoro di integrazione sia preceduto da quello sulla regolazione delle emozioni. Gli interventi mente-corpo, come lo Yoga, incoraggiano nel paziente una posizione da osservatore, finalizzata a mantenere l’attenzione su ciò che accade nel momento presente, senza giudizio, con apertura, accettazione e curiosità. Tali pratiche che stimolano la consapevolezza aumentano l’accettazione e la tolleranza di emozioni, migliorandone di fatto la regolazione emotiva.

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Accademia Sathya Yoga

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