Grazie al progetto “Liberi Dentro” la Scuola Sathya Yoga porta lo Yoga e la Meditazione gratuitamente tutte le settimane presso l’istituto carcerario di Monza. Lo scopo del Progetto è quello di sostenere e aiutare i detenuti a sviluppare il proprio potenziale umano, offrendo strumenti di sviluppo personale e di conoscenza di sé quali lo Yoga, la Meditazione e l’auto-osservazione grazie agli antichi e universali Insegnamenti dello Yoga.

Tra i benefici riscontrati in diverse carceri italiane dove lo Yoga è già presente, se ne  possono citare alcuni quali la diminuzione o dissoluzione dei conflitti individuali e interpersonali e la modifica delle abitudini comportamentali, conseguenti a un lavoro che va a potenziare la consapevolezza di sé. La pratica dello Yoga, in uno degli ambienti umani più stressanti e difficili da vivere, il carcere, si dimostra utile per ridurre stress e ansia. Le tecniche Yoga e della Meditazione possono fornire un ottimo aiuto, contribuiscono infatti a raggiungere una condizione di serenità ed un profondo contatto con se stessi. Si può, allora, prendere coscienza del crimine commesso ed arginare  e superare rabbia ed aggressività.

Parte fondamentale nella pratica dello Yoga è la Respirazione (Pranayama). Molti maestri ritengono che l’allievo che ha imparato correttamente le tecniche di respirazione, ha raggiunto un buon livello di conoscenza della disciplina. Riguardo al respiro, vanno evidenziati tre concetti importanti, frutto dell’esperienza: nel nostro essere l’energia vitale è veicolata dal respiro; l’energia vitale è diretta dalla mente, infatti “dove si dirige la mente, là si dirige l’energia”; la respirazione è l’unica attività corporea che, pur essendo involontaria e quindi non cosciente, può essere controllata dalla nostra volontà. Perciò “quando la mente è agitata, il respiro è agitato; quando il respiro è calmo, la mente è calma”. Controllando il respiro, si può accrescere l’energia vitale, tenere a bada gli stati emotivi ansiosi, raggiungere una maggiore concentrazione mentale. Lo Yoga non crede alla separazione tra lo spirito e la materia.

Aiuta a riconoscere gli inganni della mente e tutti i fenomeni fittizi che ci circondano. Ricercare l’equilibrio in tutte le attività della vita, far sì che l’uomo non si aggrappi a persone e cose, respingere sentimenti ingannevoli e negativi che portano malessere al corpo e alla mente,sono gli obiettivi generali di questa disciplina. La Meditazione, in particolare, influisce sull'amigdala, riducendo sensazioni negative come rabbia e paura, e aumentando quelle positive. Benefici che permangono anche a meditazione finita: all'esame elettromagnetico, le aree della serenità sono risultate costantemente accese.

Quando si medita, il corpo si rilassa, la mente si calma, il respiro rallenta. Il cervello emette onde elettriche più lente e profonde, simili a quelle prodotte durante il sonno; nel sangue aumentano gli ormoni del benessere e del relax, come serotonina o melatonina, mentre diminuiscono quelli dello stress, cortisolo e adrenalina. Il cervello di chi medita con regolarità, secondo Francisco Varela, direttore del Laboratorio di neuroscienze all'Hôpital de la Salpétrière di Parigi, si “riarmonizza” grazie alla produzione di onde theta e alfa.

“Come se venissero spenti i circuiti nervosi superflui e si riducesse il sovraccarico”. Forse per questo in Svizzera, Germania e Usa alcune compagnie di assicurazione praticano uno sconto sui premi delle polizze sanitarie a chi dimostra di meditare con regolarità. Per questo istituzioni e comunità terapeutiche la usano per la riabilitazione.

Chi è un essere libero?

E’ colui che è libero dalla negatività, dalla rabbia, dalle cattive abitudini, dall’ego.

Egli è l’essere liberato al quale non mancherà mai niente.

L’uomo è schiavo delle proprie abitudini, ma cambiandole può giungere alla liberazione.

Il Mahatma Gandhi venne imprigionato in India e quando giunse il momento del rilascio chiese di rimanere ancora una settimana, gli domandarono per quale motivo e lui rispose che alle tante persone recluse aveva insegnato uno speciale corso di Meditazione che richiedeva ancora una settimana per essere concluso. Gli venne risposto che la permanenza gli sarebbe costata quattro rupie al giorno, altrimenti nulla da fare.

Restò… E con questa consapevolezza egli non si era mai sentito imprigionato…

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